‘A’ come Antifascista

Egregio signor Presidente Romanella,

veniamo a rappresentare la preoccupazione dell’ANPI di zona (VI Municipio) in merito ai recenti fatti che stanno investendo la capitale e il territorio. Ci riferiamo,  in particolare, alla manifestazione programmata dal gruppo neofascista (dichiaratosi tale) Azione Frontale nel nostro municipio. Tale dimostrazione non può essere autorizzata da una Repubblica Democratica quale è l’Italia, dato che il documento di Azione Frontale cita, testualmente, «le vittime dei Partigiani Italiani sulla nostra nazione» e che «tutti i crimini commessi siano portati alla luce senza omertà e distinzione».
La Storia del Nostro Paese non può essere infangata e vilipesa con così determinata violenza da chi offende direttamente la Resistenza e la Guerra di Liberazione, fondamento della Repubblica e delle istituzioni democratiche.
Il monito alla vigilanza antifascista ci viene proprio dalla storia del nostro paese che questi gesti vogliono offendere, vigilanza necessaria fin dal manifestarsi di tali fenomeni. Tale monito ci viene ripetuto anche da altri Paesi confinanti con l’Italia, in cui si soffre la presenza attiva di partiti razzisti e neofascisti.
Questo episodio, in ogni caso, si aggiunge ad un clima di crescenti tensioni che hanno portato a determinati fatti come i seguenti:
– la distruzione della lapide in ricordo al Deputato Giacomo Matteotti
– il pestaggio subito da un volontario di una Onlus operante ad Ostia in favore di immigrati e prostitute
– la commemorazione della X Mas avvenuta ad Anzio e Nettuno

Restiamo in attesa di una presa di posizione ferma e decisa dal Municipio, nel rispetto di tutte le violenze subite dalla popolazione italiana nel corso degli anni di dominio nazifascista.

ANPI VI Municipio – A. Nascimben

Biciclettata Resistente

Il giorno del 4 Giugno, in cui cade la Ricorrenza della Liberazione di Roma da Nazifascismo, abbiamo organizzato un’iniziativa assieme alle associazioni territoriali (Libera, Biciclettari delle Torri, Tor Più Bella) per ripercorrere le tappe della Resistenza nel VI Municipio.
Allora, in ogni caso, la densità urbana attuale era un miraggio, un qualcosa che si poteva trovare solo a margine del centro storico della Capitale.

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Percorreremo queste tappe e ricorderemo il partigiano Gappista Costantino Coros, vittima negli scontri sotto al ponte di Via Tor Bella Monaca, in cui era di stanza la PAI (presso quello che era fino a poco tempo fa il ben noto ai più ristorante L’Elefantino):

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Solidarietà al compagno aggredito a Tor Vergata

L’Anpi Nascimben del VI Municipio è stata presente all’assemblea pubblica tenuta poco fa nel piazzale della Facoltà di Lettere e Filosofia convocata a seguito dell’aggressione fascista ai danni di un componente del Senato Accademico nei pressi della facoltà di Giurisprudenza. Gianmarco Chilelli e Marco Piccinelli, rispettivamente segretario e presidente della sezione, hanno portato la solidarietà degli antifascisti del VI Municipio rimandando all’appuntamento di domani in Via monte bianco per la manifestazione in ricordo di Valerio Verbano (studente comunista ucciso dalla violenza fascista)
Il fascismo non passerà, né ora e né mai, se ci si organizza e si lotta unitariamente. In maniera intransigente, ferma e decisa. Partigiana, in una sola parola.

No alle guerre, no alle aggressioni: smettetela di finanziarli

I tragici fatti di Parigi hanno messo in luce tutti i lati delle malignità occidentali nei confronti degli altri Paesi: le aggressioni e le guerre portate avanti dalla NATO, e dall’occidente tutto, non sono affatto risolutive di una qualsivoglia controversia.
Intendiamo far nostro, dunque, l’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana che ripudia «la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».
Affermare che l’occidente è vittima – al momento – del terrore dello jihadismo (che diventa jhaidismo o caidismo nella vulgata della stampa italiana che tende la mano alla disinformazione atta a creare uno specifico clima di tensione piuttosto che all’informazione e all’analisi) è come negare l’evidenza: ovvero l’evidenza che l’occidente ha creato quello stesso settore armato per un proprio interesse attorno all’area siriana-iraqena in funzione anti-Siria e anti-Iraq.
Il terrorismo islamico rappresenta oggi una minaccia reale alla sicurezza dei popoli del mondo, che per anni si è alimentata nelle guerre condotte dagli stati imperialisti in nord africa e medio oriente, che ha potuto contare sul supporto politico, diplomatico, economico e militare di quegli stati che hanno agito e continuano ad agire negli interessi dei propri monopoli. Il sostegno documentato del governo europeo e statunitense a gruppi estremistici di matrice islamica che ne sono divenuti mercenari nella lotta contro alcuni dei governi non allineati, hanno avuto come risultato quello di trasformare la Siria, la Libia, l’Iraq, l’Afghanistan e territori di diversi stati, in polveriere e palestre di addestramento di centinaia di terroristi islamici. Ciò che è accaduto ieri a Parigi succede quotidianamente nei paesi mediorientali e del nord africa, grazie ai risultati degli interventi imperialisti.
La questione dell’IS è sfuggita di mano, come ha affermato ai microfoni di televisioni e network di mezzo mondo, Hilary Clinton: la creazione dello Stato Islamico e delle armi arrivate tra le mani della parte più feroce delle milizie anti-Assad (come accennato prima, già addestrate dagli Stati Uniti e già facenti parte della ormai celeberrima cellula terroristica di Al Qaeda) era stata fermamente voluta dall’occidente capitalista per risolvere la questione della crisi dei partiti Baath, in cui essa già stava facendo capolino nel mondo arabo già nella seconda metà del novecento.
Imperialismo e terrorismo sono, dunque, due facce della stessa medaglia: fermarne i finanziatori significa fermare l’industria del terrorismo, mediatico e fattivo.
Non esistono guerre sante islamiche contro occidenti più o meno cattolico/giudaici: la questione della religione non c’entra dal momento che è solo questione di denaro.